Cura del Marimo

Come prendersi cura del marimo

Cura del Marimo

Prendersi cura è un atto d'amore

Ricerca, esperienza, passione: ogni consiglio che vi offriamo nasce nel nostro laboratorio, la Marimo Farm by Clo’eT, dove tutto è pensato per garantire salute, armonia e bellezza ai nostri marimo.

Siamo i primi esperti in Italia del Marimo. Dal 2012 ne studiamo i movimenti, la luce che ama, il silenzio che predilige. Ogni nostra cura nasce da gesti ripetuti ogni giorno con amore. Perché prendersi cura di qualcosa, davvero, è un atto d’amore.

Le cose che devi sapere sul marimo

Tutto parte dall'iconico barattolo ecosostenibile di Clo'eT​

Clo’eT consiglia una miscela di ⅓ acqua frizzante e ⅔ acqua naturale ad ogni cambio, per un motivo preciso:
l’acqua frizzante contiene anidride carbonica (CO₂), una fonte di nutrimento che aiuta il Marimo a crescere in modo sano.

Le alghe, come tutte le piante acquatiche, assorbono CO₂ durante la fotosintesi: è un gesto semplice ma fondamentale per il suo benessere.

È l’applicazione concreta di un principio biologico, tradotto in una pratica quotidiana alla portata di tutti.

Il Marimo è un’alga d’acqua fredda: vive bene tra 4°C e 22-23°C, ma soffre il caldo.

Temperature più alte rallentano la fotosintesi, lo indeboliscono e, nel tempo, lo deteriorano.

Per questo Clo’eT consiglia di tenerlo lontano da fonti di calore e, in estate, di conservarlo in frigorifero: è un metodo semplice, naturale e sicuro per proteggerlo.

E no, non va portato al collo in una collana. La temperatura corporea è di circa 36,5°C: altro che coccola… sarebbe una morte certa.

Clo’eT consiglia vivamente di tenere il Marimo in frigorifero durante l’estate, se non si ha la possibilità di spostarlo in un ambiente fresco.

Il caldo è pericoloso perchè lo lessa! Con le alte temperature, infatti, il Marimo rallenta la fotosintesi, si indebolisce e scolorisce, diventando bianco.

Appena la temperatura si avvicina ad una soglia pericolosa si deve dare inizio alle sue #vacanzefrigorifere.


Mantenere il cambio di acqua ogni 10 giorni.

Cambia l’acqua prima di partire, mettilo al fresco e goditi le vacanze. Al tuo rientro, un altro cambio d’acqua… ed è come nuovo. Facile, no?!

Non esporre il barattolo del Marimo alla luce diretta del sole: aumenterebbe la temperatura interna.

Tienilo lontano da fonti di calore.

Controlla sempre il colore del suo manto: non deve mai presentare macchie bianche, gialle, grigie o marroni.

Il Marimo vive sui fondali, dove la luce scarseggia, e tollera ambienti poco illuminati. Ecco perché può stare tranquillamente in frigorifero in estate, mentre lo proteggiamo dal calco.

Per tutto il resto dell’anno ricordati che la luce resta la sua energia: offrigliene ogni giorno, anche diffusa, e lo vedrai risvegliarsi nella sua lenta danza rotonda.

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Diffida dalle false informazioni: informati consapevolmente

Nell’habitat naturale del Marimo — i fondali poco profondi di laghi come l’Akan, in Giappone — i batteri decomponendo foglie e detriti rilasciano anidride carbonica nell’acqua durante la notte. All’alba la concentrazione di CO₂ raggiunge il picco e l’alga ne approfitta subito per una fotosintesi vigorosa.

Miscelare ⅓ di acqua frizzante con ⅔ di acqua naturale a ogni cambio (circa ogni dieci giorni) ricrea nel barattolo quello stesso “picco mattutino” di concentrazione di carbonio, passaggio cruciale di cui il Marimo ha bisogno necessario per crescere compatto, produrre ossigeno e mantenersi in salute.

Per questo, da Clo’eT raccomandiamo l’aggiunta di acqua frizzante.

Sostenere il contrario — cioè che l’utilizzo dell’acqua frizzante danneggi il Marimo— non trova riscontro nelle evidenze scientifiche.

Nell’habitat naturale del Marimo la temperatura dell’acqua varia da 3 °C in inverno a 22 °C nei mesi più caldi. Studi di fotoinibizione indicano che l’attività fotosintetica cala già a 25 °C e che, oltre 28 °C per più di 48 h, i filamenti iniziano a disgregarsi.

In casa, durante l’estate, l’aria può raggiungere 28–30 °C; in meno di un giorno anche l’acqua di un barattolo da 400 ml si porta quasi a quei valori.

  • Effetto diretto: il tessuto del Marimo si ammorbidisce, perde compattezza e la sfera si deforma.
  • Effetto indiretto: l’acqua calda trattiene meno ossigeno e favorisce i batteri; possono comparire muffe e cattivi odori.

Per questi motivi Clo’eT, da anni, consiglia di spostare il Marimo in frigorifero nei periodi di caldo intenso (4–8 °C, vano verdure). Questo semplice accorgimento ha già salvato centinaia di migliaia di esemplari: le vostre testimonianze lo confermano.

Sostenere il contrario — cioè che il frigorifero lo danneggi — non trova alcun riscontro nelle evidenze scientifiche.



Il frigorifero replica la pausa metabolica che il Marimo vive sul fondale invernale del lago: quando luce e temperatura scendono, l’alga entra in quiescenza, rallentando fotosintesi e metabolismo come una pianta in dormienza.

  • Scorte di energia Nei mesi luminosi accumula amido nei cloroplasti; in quiescenza lo consuma lentamente, senza produrre nuovi zuccheri.
  • Respirazione ridotta Il freddo abbassa il fabbisogno di ossigeno e, a 4–8 °C, l’acqua ne contiene di più: quanto basta per le necessità minime dell’alga.

Sostenere dunque che il frigorifero lo danneggi significa ignorare la sua fisiologia: il buio e il freddo controllati non lo indeboliscono, anzi riproducono il suo inverno naturale e lo proteggono d’estate dal vero pericolo: il caldo prolungato.



Il sughero, benché “naturale”, è il materiale meno adatto come tappo per il Marimo. Essendo di origine vegetale assorbe la condensa che si forma nel barattolo e, restando costantemente umido, diventa un terreno ideale per muffe. I miceli che si sviluppano rilasciano spore e metaboliti nell’acqua, alterandone la qualità e stressando i filamenti dell’alga.

Il problema è subdolo: le colonie fungine nascono a livello microscopico, invisibili per settimane. Finché non compaiono odori sgradevoli o chiazze brune sul Marimo, molti non se ne accorgono — ed è qui che l’idea del “tappo naturale e traspirante” diventa fuorviante.
Col tempo le muffe possono rivestire l’interno del tappo, contaminare l’acqua e far ingiallire o sfaldare la sfera.

Al contrario un tappo in alluminio, plastica alimentare o vetro — materiali inerti e impermeabili — elimina alla radice questo rischio e mantiene l’ecosistema stabile.

Sostenere il contrario — cioè che il tappo in sughero sia la scelta migliore — non ha fondamento né nella microbiologia di un sistema chiuso né nell’esperienza pratica di allevamento a lungo termine.



Gli addolcitori domestici sostituiscono calcio e magnesio con sodio: l’acqua diventa “morbida” ma ricca di Na⁺, povera di minerali utili e con pH meno stabile.

Risultato: ambiente innaturale che, a lungo andare, stressa i filamenti del Marimo.

Meglio usare acqua naturale non addolcita (o leggermente diluita con osmotica se molto

Gli addolcitori di Acqua per il Marimo sono per lo più un prodotto marketing: non servono e, alla lunga, possono creare più problemi che benefici.​

Il Marimo è un’alga d’acqua fredda: oltre i 25 °C rallenta la fotosintesi e inizia a deteriorarsi. Una collana che resta a contatto con il corpo dove la temperatura è in media 36 °C è un un ambiente che, in poche ore, porta l’organismo a sofferenza irreversibile.

Vendere un essere vivente come un ciondolo non è solo anti-scientifico, è contrario alla nostra idea di cura e rispetto.

Per questo, da Clo’eT, rifiutiamo qualsiasi proposta di “Marimo da indossare” e invitiamo chi ama davvero questa alga a custodirla in un habitat domestico sicuro, non appesa al collo.










Il primo e unico al mondo

Marimometro

Clo’eT disegna qualcosa di totalmente inedito: il primo termometro per marimo al mondo!!

Con il MARIMOMETRO hai il controllo completo sulla salute e sulla felicità del tuo marimo ogni giorno!

Basta Marimo lessati dal caldo!

Grazie ai nostri 12 anni di esperienza abbiamo potuto realizzare uno strumento che possa aiutarti a far prosperare la tua amata alga con serenità

SNORKY

La casa perfetta per il tuo Marimo

SNORKY nasce per correggere l’errore più comune nella cura dei Marimo: l’uso del tappo in sughero, diffuso in tante proposte commerciali.

Sebbene naturale, il sughero è un materiale organico e poroso che, a contatto con la condensa inevitabile all’interno del barattolo, favorisce la formazione di muffe microscopiche. Invisibili a occhio nudo, queste alterano l’equilibrio dell’acqua e possono compromettere seriamente la salute del Marimo.

Il tappo di SNORKY è diverso: esternamente in legno, è dotato di capsula protettiva interna in materiale plastico, progettata per evitare ogni contaminazione. La condensa non ha superfici organiche su cui attecchire, e l’ambiente resta stabile, pulito, sicuro.

Il contenitore in vetro borosilicato cristallino, leggero e resistente, valorizza ogni movimento del tuo Marimo, trasformandolo in un oggetto d’arredo raffinato. E… c’è spazio anche per tantissimi Sottomarimo, la crew del marimo!

SNORKY è un gesto di attenzione. Un modo consapevole di scegliere la casa giusta per chi ci abita dentro.

La sicurezza prima di tutto

PASSAPORTO PIANTE

L’acquisto di piante online da operatori non autorizzati non è autorizzato e può comportare rischi significativi per la salute delle piante e per l’ambiente.

Tutte le piante in vendita da Clo’eT sono dotate di PASSAPORTO/PLANT PASSPORT, un documento fondamentale che certifica la loro salute e conformità alle normative fitosanitarie, come previsto dal Regolamento (UE) 2016/2031.

Clo’eT Design SRL detiene una doppia certificazione, sia l’iscrizione al RUOP (Registro Ufficiale degli Operatori Professionali) sia l’autorizzazione all’emissione dei passaporti vegetali. Queste certificazioni rappresentano un’importante garanzia per i nostri clienti, offrendo la sicurezza di ricevere piante rigorosamente controllate e conformi ai più elevati standard di qualità.

Iscrizione al RUOP

La nostra iscrizione al Registro Ufficiale degli Operatori Professionali attesta la nostra qualifica come operatori professionali nel settore delle piante e dei prodotti vegetali

Autorizzazione all’Emissione dei Passaporti Vegetali

Questa autorizzazione ci consente di certificare direttamente la conformità delle nostre piante alle normative fitosanitarie, garantendo che siano esenti da parassiti e malattie e che rispettino tutte le regolamentazioni vigenti.